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Grand Tour Alpi Marittime

di Alessandro Beltrame - Nanni Villani
documentario, dur. 27' (Ita/Fra)
riprese: Augusto Rivelli, Marco Dogliotti, Angelo Siri, Alessandro Beltrame
testi: Stefano Camanni (Arnica), Nanni Villani
voci: Paolo Balestri, Eleonora Rossi (ITA) - Cyrille Alabouvette, Claire Hargreaves (FRA)
musiche: Mariano Galassetti
realizzazione/produzione: AGB Studio Video, Asteria

La storia di un viaggio, di incontri, di ricordi, raccontato attraverso un parallelismo tra le emozioni interiori, nascoste, intime del viaggiatore e le sensazioni legate agli incontri, alla strada, alle diversità.

Un doppio viaggio unito all'inizio e alla fine, dove l'acqua, come origine di tutto ci riporta alla nascita geologica delle montagne del Parco Italo-francese delle Alpi Marittime e del Mercantour.

Si parte:
Vanno, vengono, per una vera mille sono finte, e si mettono lì, tra noi e il cielo… questo gioco di nuvole, di luci e di montagne che si nascondono e appaiono, mi spinge a vivere e a scoprire nuove emozioni.
Svelano un mondo fatto di forme, ombre, colori... le nuvole accarezzano le cime, sfiorandole delicatamente e poi con decisione.

Un’isola di granito all’estremità sud-occidentale delle Alpi. Con le sue montagne aspre e selvagge, il massiccio dell’Argentera–Mercantour è l’ultimo grande castello di pietra della dorsale alpina. Più in là, solo gole profonde che scendono verso la Costa Azzurra, dove le acque dei torrenti si fondono con quelle del Mediterraneo.

In pochi altri luoghi si percepisce così prepotente la forza del contrasto. Dal litorale, con la sua aria che sa di limoni e mimosa, con le sue luci già di Provenza, in un niente si passa alla tetra bellezza dei circhi glaciali del Clapier e del Gelas e alla quieta maestosità delle piramidi del Matto, del Mounier.

Il mare, con il suo clima sempre mite, e le montagne, uno dei luoghi del bello per eccellenza secondo la visione romantica che si afferma in Europa nel Settecento, rappresentano un’irresistibile attrattiva per i primi viaggiatori, soprattutto britannici, che partono alla scoperta di un mondo all’epoca sconosciuto. Così, anche il territorio tra Nizza e Torino, con il naturale collegamento della sua route royale attraverso la Valle Roya e il Colle di Tenda, diventa terra di passaggio per quanti si muovono per il Vecchio Continente.

Un viaggio di esplorazione, presto identificato come “Grand Tour”, che è scoperta di nuovi luoghi, di paesaggi e fenomeni naturali da immortalare in disegni e incisioni. Ma, anche, momento di formazione in cui ci si mette in gioco e si devono affrontare avventure e difficoltà che segneranno per sempre l’esistenza.

Lo spirito del Grand Tour settecentesco è sempre vivo. E per quanti cercano nuovi orizzonti, per chi non ha perso la capacità di stupirsi di fronte ai grandi spettacoli che la natura quotidianamente offre, le montagne delle Marittime e del Mercantour rappresentano ancora oggi una meta da non perdere. Di valle in valle, scavalcando colli a duemila metri di altezza, un grande anello stradale circoscrive l’intero massiccio. Al finestrino scorrono immagini di cime innevate, boschi, greggi al pascolo, campanili in pietra, borgate perse nel verde delle praterie.

Durante la nostra strada ci vengono incontro, con i luoghi e gli elementi, questi pensieri:

Meraviglie
La Valle delle Meraviglie. Il cuore venerato dall’antichissimo popolo dei Liguri.<br /> Di fronte a pietre che essi veneravano cedo all’incantesimo della preistoria. Ne percepisco i valori magici. È la suggestione di luoghi e di simboli: il sole, il toro, l’aratro, l’acqua.

Incontri
L’incontro con un grande rapace… o uno stambecco. La mia curiosità mi spinge a violare il loro mondo, ma mi rendo conto di come, su queste montagne, loro siano a casa e io ospite. Discreto e fedele, comunque ospite.

Saperi
Antichi saperi mai dimenticati, fatiche quotidiane di gente che vive, e vuole continuare a vivere, tra queste montagne.
Segni, ovunque, di una millenaria presenza umana: sentieri lastricati, muri a secco, recinti, ricoveri. Tracce che l’occhio non fa fatica a cogliere.
Conoscere, scoprire nella sua realtà più intima e vera un territorio: non è forse questo il senso più profondo del mio, del nostro viaggiare?

Nel silenzio
Con la neve è come se la montagna si fermasse, congelata in se stessa, in attesa del prossimo disgelo. Ciò che più mi colpisce è il silenzio: ogni rumore, dal cadere di una pietra al verso di un animale, non ha forza, sembra giungermi da un mondo lontano.

Sfumature
È osservando i particolari che la montagna, apparentemente grigia o verde, si colora di mille sfumature inaspettate. Nascosta magari nelle ali di un insetto o nel petalo di un fiore, non c’è tinta della tavolozza che qui io non possa trovare.

Senza frontiere
Ignorare i limiti, le proprietà, i territori, le frontiere, questo è il voto della natura.
Qui, tra le montagne delle Marittime e del Mercantour, cime e altipiani, pascoli e foreste, valloni e radure, come lenti vascelli dalle vele dispiegate, mi guidano verso un miracolo senza fine, verso un avvenire di bellezza e di pace.

Acqua
Acqua, torrenti, ruscelli, cascate… È l’acqua l’inizio di tutto. L’acqua che ovunque vedo scorrere nasce dalle montagne. E in un lontano passato, da un antichissimo mare, acqua, ancora e sempre, sono nate queste montagne.

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